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News dallo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia

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UNISA 1 marzo 2024

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News dallo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia -
a cura dell'Osservatorio www.slsg.unisa.it

Sentenza della Corte di giustizia del 22 febbraio 2024 – cittadinanza europea – carta identità

Il rifiuto di rilasciare una carta d’identità che possa valere come documento valido per l’espatrio all’interno dell’Unione europea, per il solo motivo che un cittadino dell’Unione, che abbia esercitato il proprio diritto alla libera circolazione e soggiorno in un altro Stato membro,  ha stabilito il proprio domicilio nel territorio di tale altro Stato membro, non è compatibile con l’articolo 21 del TFUE, l’art. 45 della Carta dei diritti fondamentali e con la direttiva 2004/38/CE (art. 4, par. 3).

Testo integrale della sentenza

Sentenza della Corte di giustizia del 22 febbraio 2024 – Regolamento Bruxelles I bis – contratto di vendita

Secondo l’articolo 7, punto 2, del regolamento (UE) n. 1215/2012 concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, nel caso in cui un veicolo, asseritamente equipaggiato dal suo costruttore, in un primo Stato membro, con un dispositivo illegale di manipolazione che riduce l’efficacia dei sistemi di controllo delle emissioni, abbia costituito l’oggetto di un contratto di vendita concluso in un secondo Stato membro e sia stato consegnato all’acquirente in un terzo Stato membro, il luogo di concretizzazione del danno si colloca in quest’ultimo Stato membro.

Testo integrale della sentenza

Sentenza della Corte di giustizia del 30 gennaio 2024 – conservazioni dati personali - reati

La Corte di giustizia precisa che l’art. 4, par. 1, lett. c) ed e), della direttiva (UE) 2016/680 relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI, in combinato disposto con gli artt. 5 e 10, con l’art. 13, par. 2, lett. b), e con l’art. 16, parr. 2 e 3, di tale direttiva, e alla luce degli artt. 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale che prevede la conservazione da parte delle autorità di polizia a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, di dati personali, in particolare di dati biometrici e genetici, riguardanti persone che hanno subito una condanna penale definitiva per un reato doloso perseguibile d’ufficio, fino al decesso della persona interessata, anche in caso di riabilitazione di quest’ultima, senza porre a carico del titolare del trattamento l’obbligo di esaminare periodicamente se tale conservazione sia ancora necessaria, né riconoscere a detta persona il diritto alla cancellazione di tali dati, dal momento che la loro conservazione non è più necessaria rispetto alle finalità per le quali sono stati trattati, o, eventualmente, il diritto alla limitazione del loro trattamento.

Testo integrale della sentenza

di - Redazione
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