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UNISA 3 aprile 2024

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News dallo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia -
a cura dell'Osservatorio www.slsg.unisa.it

Sentenza della Corte di giustizia del 21 marzo 2024 – cittadinanza europea – carta identità

La Corte di giustizia dichiara invalido il regolamento (UE) 2019/1157 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, sul rafforzamento della sicurezza delle carte d’identità dei cittadini dell’Unione e dei titoli di soggiorno rilasciati ai cittadini dell’Unione e ai loro familiari che esercitano il diritto di libera circolazione, i cui effetti sono mantenuti fino all’entrata in vigore, entro un termine ragionevole che non può eccedere i due anni a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di pronuncia della sentenza, di un nuovo regolamento, fondato sull’articolo 77, paragrafo 3, TFUE, diretto a sostituirlo.

Testo integrale della sentenza

 

Sentenza della Corte di giustizia del 21 marzo 2024 – Regolamento Bruxelles I bis – contratto di trasporto internazionale

L’articolo 45, paragrafo 1, lettera a), e lettera e), punto ii), del regolamento (UE) n. 1215/2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, «non consente a un’autorità giurisdizionale di uno Stato membro di negare il riconoscimento della decisione di un’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro con la motivazione che quest’ultima autorità giurisdizionale si è dichiarata competente a statuire su un’azione proposta in forza di un contratto di trasporto internazionale, in violazione di un accordo attributivo di competenza, ai sensi dell’articolo 25 di detto regolamento, facente parte di tale contratto».

Testo integrale della sentenza

 

Sentenza della Corte di giustizia del 30 gennaio 2024 – conservazioni dati personali - reati

La Corte di giustizia precisa che l’art. 4, par. 1, lett. c) ed e), della direttiva (UE) 2016/680 relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI, in combinato disposto con gli artt. 5 e 10, con l’art. 13, par. 2, lett. b), e con l’art. 16, parr. 2 e 3, di tale direttiva, e alla luce degli artt. 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale che prevede la conservazione da parte delle autorità di polizia a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, di dati personali, in particolare di dati biometrici e genetici, riguardanti persone che hanno subito una condanna penale definitiva per un reato doloso perseguibile d’ufficio, fino al decesso della persona interessata, anche in caso di riabilitazione di quest’ultima, senza porre a carico del titolare del trattamento l’obbligo di esaminare periodicamente se tale conservazione sia ancora necessaria, né riconoscere a detta persona il diritto alla cancellazione di tali dati, dal momento che la loro conservazione non è più necessaria rispetto alle finalità per le quali sono stati trattati, o, eventualmente, il diritto alla limitazione del loro trattamento.

Testo integrale della sentenza

di - Redazione
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